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Il racconto di una nascita non convenzionale, lontano dalle fredde sale parto degli ospedali. Un parto avvenuto tra le mura domestiche.
La storia della nascita di Maddalena parte da una riflessione che feci durante i momenti che precedevano il parto della mia primogenita, quando mia moglie si trovava in ospedale in attesa che il travaglio partisse dopo la rottura anticipata delle acque. In quel momento mi trovai a volere che il tutto si svolgesse in casa nostra e non in un ospedale...
Quattro anni dopo, al terzo parto ecco la decisione: proviamo a fare un parto in casa! La decisione e' di Valentina (mia moglie), principalmente, con il mio appoggio. In effetti nei due parti precedenti a cosa e' servito realmente partorire in un ospedale? Fortunatamente a niente. Non ci sono stati particolari problemi che abbiano richiesto cure ospedalere e quindi l'esperienza e la consapevolezza ci hanno guidati. Cosa significa fare un parto in casa? Principalmente si tratta di trovare delle ostetriche che possano farlo seguendo la gravidanza (e il parto ovviamente) in grado di dirti se le condizioni della madre sono tali da consentire un parto che non necessiti di una struttura ospedaliera (cosa che non e' rara, solo che la medicina attuale tende a far risultare la gravidanza come una sorta di "malattia" con conseguente ospedalizzazione e, perche' no, magari un bel cesareo).
Noi l'ostetrica l'avevamo: Paola, un angelo, come l'ha definita Valentina.
La gravidanza e' andata bene. E non e' stata una gravidanza di tutto riposo con le altre due bimbe di 4 e 2 anni! Nei mesi che precedevano l'evento le incognite a dire il vero erano proprio le bimbe: come gestirle durante il parto.. nulla di prevedibile...molto sarebbe dipeso da quando tutto sarebbe accaduto.
E cosi' i giorni passavano nell'attesa. Le bimbe erano consapevoli di quello che sarebbe accaduto tanto che Amanda (la primogenita) alla materna aveva detto alla maestra che una mattina si sarebbe svegliata e avrebbe trovato la sorellina ( o bella ciao, bella ciao...).
Eppure quel giorno non arrivava mai. Gia' Laura (la seconda) era nata abbondantemente dopo il termine. E cosi' stava facendo anche Maddalena, con un po' di apprensione della mamma in quanto Laura nella pancia della mamma si era "irrobustita" fino alla discreta stazza di 4,2 Kg... e la storia sembrava ripetersi.
Il termine era passato. Nei weekend successivi le bimbe erano state ospitate da nonni e zii; condizioni ideali per avere la tranquillità domestica assicurata.... macchè! Nulla.
C'era, pero', il cambio di luna imminente. La notte dell'11 (giugno 2006) era luna piena e in effetti le cose si stavano muovendo. Quella notte Valentina ha dovuto sopportare contrazioni dolorose ma non ancora tali da mettere in moto il travaglio stesso, pero' i segnali erano buoni (il rischio era di dover andare troppo oltre e essere costretti al ricovero in ospedale e conseguente induzione).
E in effetti la conclusione era vicina!
Lunedi' 12 giugno. Verso le 20 cominciamo a mettere a letto le bimbe. Le contrazioni sono ripartite e sembrerebbe proprio la volta buona. Ecco, le bimbe sono a nanna, la cena e' da preparare.. ma nessuno ha intenzione di mangiare. E' la sera dell'esordio dell'Italia ai Mondiali di calcio di Germania 2006. Fa caldo, le finestre sono aperte e sento i boati dagli altri appartamenti... sembra stiano facendo il tifo per noi. Il travaglio e' partito (sembrerebbe) ma Vale aspetta ancora a chiamare l'ostetrica. Nel frattempo rassetto la casa, stendo i panni (eh si'...mica lo puoi fare in ospedale....). Le contrazioni si intensificano e' ora di chiamare Paola (anche perche' non puo' materializzasi all'istante, deve pur sempre impiegare del tempo per raggiungerci). Nel frattempo predisponiamo la sala (no, non e' avvenuto in camera da letto, ma in sala, dove troneggia un bel divano bianco). Vado a prendere la scatola con tutto il necessario (l'elenco ci era stato fornito dall'ostetrica). Accendiamo due candele (e basta), abbasso un po' le tapparelle e metto un po' di musica (Bach, Albinoni). Sembra quasi l'atmosfera di una serata galante. Le contrazioni crescono e si intensificano. Si rompe il sacco. E siamo sempre solo noi due (Paola non abita al piano di sopra effettivamente...). Cerco di mantenere il mio aplomb ma non sono pronto al triplo salto mortale carpiato del parto in casa.. DA SOLI! Finalmente il suono del citofono! E' piu' soave del canone di Pachelbel che esce dalle casse dello stereo. Ora le cose possono volare spedite! Valentina "born to be mother" doma le contrazioni, Paola discreta e efficiente visita, controlla e predispone per il gran finale. Ormai la dilatazione e' completa. Le bimbe dormono sempre. E l'atmosfera e' ancora quella. Siamo a casa nostra, nel nostro nido. Si parla sossurrando, a lume di candela.... anni luce dall'ospedale. Stanno partendo le spinte. A un tratto vedo Vale concentrarsi... trema... vibra e poi parte la prima grande spinta. Paola la incoraggia dice di avere visto i capelli. Ma allora ci siamo quasi! Sono le 23.45. Ancora il citofono. E' Rossana la seconda ostetrica. Il tempo di togliersi le scarpe, lavarsi le mani ed ecco di nuovo le spinte. Esce la testina. rimane li un po'... sembra che le spinte successive non debbano mai arrivare e invece ecco l'ultima, definitiva e Maddalena sguscia nelle mani delle due ostetriche. La fanno passare tra le gambe di Valentina (era carponi) e la depositano nelle sue braccia. Qui proprio dove sto scrivendo ora, in sala di casa nostra e' nata Maddalena. Sono le 00.08 del 13 giugno. Poi Vale si sdraia sul divano con la piccola sul seno. E' avvenuto proprio come doveva succedere. Naturalmente, semplicemente, nel nostro nido, con le sole persone necessarie e con le nostre due bimbe nella stanza di fianco che dormivano beatamente.
Poi con tranquillità e' avvenuto tutto il resto. Espulsione della placenta, taglio del cordone, medicamenti alla mamma, bagnetto alla bimba... insomma un sogno!
Di tanto in tanto sono andato a controllare le bimbe che dormivano: sembravano due giganti!
Poi, terminate tutte le operazioni necessarie Paola e Rossana sono andate via e noi siamo andati a letto, quasi come avviene normalmente tutte le altre notti, solo che nel letto attaccato al nostro c'era la piccola Maddalena.
Non era facile prendere sonno con tutta l'adrenalina in corpo. Poi a una certa ora si sente il solito scalpiccio di piedini e Laura arriva nel lettone. Improvvisamente sente un pigolio. "Chi e'..." chiede "...e' Amanda?" No, è Maddalena, è appena nata! Non c'e' piu' spazio per dormire. Laura felicissima continua a baciarla e a sussultare per ogni gemito della sorellina. Alle 7.30 infine svegliamo Amanda. "E' nata Maddalena!" Amanda corre nel lettone, la guarda e dice "E'bellissima!"
Ed e' vero. Oggi festa. Non si va a scuola!
Tutto questo e' successo solo 5 giorni fa.... a casa nostra!
FAQ del parto in casa. In questi giorni ho raccontato spesso questa vicenda e le domande che mi sono state rivolte sono molto.... FAQ, quindi ve le propogo.
- Bisogna allestire una sala operatoria in casa?
No. non occorre nessuna tecnologia d'avanguardia per far nascere un bambino! A noi le ostetriche hanno fornito una lista di oggetti da procurare tipo: lenzuola (anche da buttar via), asciugamani, un telo da imbianchino (da distendere sul pavimento), una pila e poche altre cose. E non e' che loro arrivino con l'attrezzatura da E.R.
- C'e' anche un medico?
No. Basta la presenza dell'ostetrica. Un pediatra e' comunque necessario nelle ore successive per la prima visita al bambino
- Si paga?
Ebbene si'. Chi sceglie una soluzione del genere non grava sulla sanita' pubblica ma scuce di tasca propria. L'assurdo e' che i costi di un parto in casa sono sicuramente inferiori a quelli di un parto ospedalizzato, pero' questo e' il paese in cui viviamo!
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